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Come nasce un’innovativa startup nel cicloturismo: l’esperienza di Matilde Atorino, CEO di BIKENBIKE

Redatto da M. Giulia Biagiotti on mag 19, 2017

In Europa è già un trend affermato, in Italia un trend emergente e ricco di potenzialità che si sposa con il nuovo Piano Strategico del Turismo 2017 - 2022: il cicloturismo sta facendo davvero faville!

Oggi ne parliamo con Matilde Atorino, CEO di BIKENBIKE, piattaforma social nata  nel 2016 con l’obiettivo di facilitare l’incontro tra gli appassionati di questo meraviglioso settore e la diffusione di una passione, oltre che di uno sport più che salutare.

Cicloturismo: diamo i numeri!

Come riporta da Twissen nel suo recente articolo, il cicloturismo sembra essere un trend emergente tanto in Europa quanto in Italia. Si registrano, infatti, 2,3 miliardi di viaggi ogni anno nei Paesi Membri dell’Unione Europea, dove il cicloturismo ha un valore di 44 miliardi di euro (European Cyclists’ Federation - ECF).

Anche in Italia, secondo quanto riportato dall’Enit, l’Agenzia Nazionale per il Turismo, il ritorno economico derivante dal cicloturismo è pari a circa 3,2 miliardi di euro all’anno. La buona notizia? Anche il Bel Paese ha compreso le potenzialità di questo settore emergente e il Piano Strategico Nazionale del Turismo approvato recentemente annovera le ciclovie nazionali tra progetti strategici per la mobilità a fini turistici. Non mancano gli investimenti: ne è un esempio l’iniziativa della Regione Lombardia, che ha pubblicato recentemente il bando “Promozione del cicloturismo in Lombardia” con un finanziamento complessivo per oltre 9 milioni di euro per imprese attive nel settore. Anche il panorama delle start up italiane attive, sempre in fermento, hanno saputo cogliere le potenzialità di questa passione tipicamente outdoor.

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Ma si tratta davvero di un trend in ascesa in Italia? Qual è il profilo del cicloturista? Quali soluzioni vi sono al momento per sportivi e appassionati?

Lo abbiamo chiesto a Matilde Atorino, CEO di BIKENBIKE, una piattaforma social che nasce dalla passione per questa modalità di viaggio. La loro missione? Avvicinare le persone al mondo del cicloturismo, facilitando il contatto tra turisti e gli appassionati di bicicletta con le realtà del territorio che offrono servizi collegati al turismo in bicicletta, come bike tour.

 

Il cicloturismo in Italia

La promozione del cicloturismo sta crescendo in Italia; secondo te si tratta di un evergreen o piuttosto di un trend emergente?

Entrambi: penso che i due discorsi possano viaggiare in parallelo.

Il cicloturismo è un’attività ben nota e diffusa già in paesi come la Germania, la Francia e anche l’Italia è meta dei cicloturisti: infatti, in questo senso, non si tratta di un’attività nuova né assolutamente rivoluzionaria ma sta ricevendo crescente attenzione per numerosi motivi.

Si tratta, infatti, anche di trend in crescita perché si lega a una serie di elementi che stanno dando forma a nuovi comportamenti sociali ed economici. Tra questi spicca l’esigenza sempre più impellente verso turismi più sostenibili: non si tratta soltanto di diminuire la produzione dell’inquinamento da parte dei sistemi di trasporto correnti ma anche di curare la sostenibilità economica del turismo. Ad esempio in Italia il cicloturismo può mettere in risalto le immense potenzialità delle realtà legati ai borghi storici, mete turistiche ricche di un patrimonio storico-artistico enorme ma spesso poco valorizzato; viaggiare in bici “ti costringe” a passare e vedere da vicino anche le realtà più piccole.

Senza contare le possibilità offerte dai sistemi di pedalata assistita che, se supportato adeguatamente da altre iniziative, potrà aiutare le persone a prendere in considerazione anche l’idea di un viaggio muovendosi prevalentemente in bici. 

matybikenbike.jpgLa sfida di oggi è una: rendere il cicloturismo più popolare. 

Spero davvero che una serie di fattori anche a livello politico-economico possano aiutare a far emergere il cicloturismo come sistema di turismo sostenibile, attraverso soluzioni che siano in grado di essere di supporto reciproco, dimostrando che non si tratta di una modalità di viaggio che richiede una preparazione fisica: la bici è un mezzo davvero democratico…basta scegliere il tour più adatto a se. Inoltre chi ha avuto la fortuna di sperimentare un viaggio in bici, sa bene che la “lentezza” che lo caratterizza non è affatto sinonimo di noia, ma al contrario viaggiare in bici è davvero divertente, ci si mette in gioco, si partecipa con mente e corpo a tutto ciò che si vive durante il percorso. Viaggiare in bici è cool: ciò che conta non è la meta ma il viaggio in se, parafrasando Jack Sparrow :)

 

Quali sono le 3 ragioni principali per cui ci si appassiona al cicloturismo?

Sicuramente apprezzare la semplicità della proposta della bicicletta, che ti costringe a portare con te l’essenziale, sia se ti muovi in città sia se decidi di partire per un viaggio.

Quando sperimenti la semplicità della bici,

è difficile poterne fare a meno.

Altre volte, si crea, invece, una sorta di dipendenza e senti, come me, proprio l’esigenza fisica di pedalare. E diventa quindi anche una scelta di benessere.

Inoltre pedalando, che sia uno spostamento di lavoro in città, una gita o un viaggio, si sperimenta e si vive il territorio che ci circonda in maniera completamente differente. Nell’estate 2016 ho percorso la Via Silente in Cilento, 600 chilometri in bicicletta in solitaria: vivere così il Cilento, terra che conosco e frequento da bambina, è stata un’esperienza e un’emozione che nessun altro mezzo di trasporto mi avrebbe dato. E’ stato come visitarlo per la prima volta.

 

Secondo te, come evolverà il Cicloturismo nei prossimi anni in Italia?

Ci sono 10 progetti di ciclovie che sono stati dichiarati in via ufficiale durante il Bike Summit di Roma, aperto dal Ministro Delrio. Si tratta di progetti molto importanti, che vanno dal sud a nord Italia: dal percorso che permetterà di fare il giro intorno al Lago di Garda alla ciclovia in progetto che coprirà un tratto di strada dalla Puglia alla Basilicata. Una serie di iniziative che se realizzate e veicolate bene dal punto di vista della comunicazione potranno aiutare notevolmente nella diffusione del cicloturismo in Italia.

Anche a livello della comunicazione – ma forse sono io ad essere sempre più attenta all’argomento - mi sembra che siamo in un periodo felice e positivamente lanciato nella stessa direzione. Diciamo che ci sono molte opportunità ma bisognerà capire come e se verranno colte e sostenute nel lungo periodo. E’ inoltre fondamentale, oltre a lavorare alla realizzazione di ciclovie e ciclabili cittadine, educare le persone ad un uso meno massiccio dell’automobile, sostenendo e sviluppando una mobilità alternativa che passa anche ma non solo, per la bici. Mi riferisco alle zone a traffico limitato, ai limiti di velocità, al trasporto pubblico possibilmente elettrico, allo sharing di macchine, motorini e delle biciclette.

 

Quali opportunità di business può portare al mercato italiano?

Sicuramente soluzioni legate alla sostenibilità di mete meno battute oltre che un aumento nella produzione di accessori per biciclette, in cui l’Italia è già una potenza. Per gli operatori coinvolti nella bike economy possono rivelarsi davvero interessanti le stime condotte da enti quali ENIT e Legambiente sulla crescita del Pil per ogni singolo metro ciclabile (come il Rapporto 2017 L’A Bi Ci di Legambiente), essendo la bici un sistema sostitutivo dei trasporti tradizionali: si pensi anche soltanto agli effetti in termini micro-economici dei luoghi che si possono visitare in bicicletta, potendosi fermare in un posto (negozio, museo, bar) dove non ti fermeresti passando col bus o con la macchina .

 

La realtà di BIKENBIKE:
Come nasce una start up innovativa nel settore del cicloturismo

Come nasce l’idea di BIKENBIKE?

Spesso le start up nascono tra giovanissimi che studiano e lavorano nel mondo digitale, a volte si tratta di progetti nati all’interno di un politecnico; BIKENBIKE invece nasce dalla mia passione per la bici.

Ho cominciato a lavorare a questa idea senza nessuna esperienza nel campo digitale, forse un aspetto penalizzante perché se fossi stata in un ambiente universitario a contatto, ad esempio, con degli sviluppatori avrei accelerato i tempi e avrei avuto un percorso più semplice. D’altro canto è proprio la mia passione per il cicloturismo ad avermi permesso di sviluppare le competenze necessarie per intraprendere questo percorso.

 

Tutto è nato quando mi sono posta la domanda:

come faccio a trovare compagni di viaggio in rete per praticare cicloturismo?

E per un giro in città o fuori porta?

 

Mi sono resa conto che la rete non offriva un canale diretto e semplice di incontro, che connettesse appassionati di bici attraverso la partecipazione a ciclotour. Ho cominciato a parlarne con un amico sviluppatore già alla fine del 2015 e insieme abbiamo creato una prima bozza di Bikenbike, costruendola anche in ottica business.

Ad oggi Bikenbike si avvale delle competenze di 6 persone che supportano il progetto dal lato marketing, finanza e tecnico.

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Qual è il valore aggiunto che BIKENBIKE offre ai suoi clienti?

BIKENBIKE è una piattaforma strutturata in modo da permettere alle persone di trovare i ciclo tour più adatti a sé. Possono essere utenti che già hanno dimestichezza con il mondo della bicicletta ma anche persone “alle prime pedalate”! La piattaforma cerca di soddisfare le esigenze di tutti: ecco perché promuoviamo sia tour organizzati da tour operator, a pagamento, sia da privati (che invece possono essere a partecipazione gratuita o con una quota simbolica, a discrezione del bike ambassador) per condividere una proposta di itinerario con tutti coloro che vogliono unirsi all’iniziativa, esplorando anche vie e percorsi poco conosciuti.

Il nome scelto per chi organizza un tour in bici ovverobike ambassador non è originale ma rappresenta esattamente la nostra idea: aiutare il cicloturismo a diffondersi attraverso questi “ambasciatori della bicicletta” che si facciano promotori di un turismo sostenibile e di territori meno noti, il tutto in un’ottica di condivisione e di socialità.

In fondo, BIKENBIKE vuole facilitare anche la trasformazione di una passione - quella della bici - in un guadagno occasionale, in linea con i principi della sharing economy: spesso ai bike ambassador e ambassador pro è riconosciuta una quota di condivisione, anche se possono pubblicare i tour come offerta gratuita.

Ecco un esempio del mio prossimo bike tour, gratuito, che unisce cicloturismo e street art, in un viaggio da Roma verso CVTà Street Fest, un evento organizzato per il secondo anno dalla nota artista Alice Pasquini nel borgo molisano di Civitacampomarano.

In fondo, la bici è proprio un mezzo per andare verso qualcos’altro.

 

Qual è il messaggio che BIKENBIKE vuole lanciare al mercato?

Il nostro è un messaggio di slancio verso l’innovazione e la condivisione della passione per la bici, soprattutto con chi non ha mai pedalato ed è per questo motivo che abbiamo voluto creare una piattaforma social.

Inoltre, è nostro obiettivo anche svecchiare l’idea tradizionale di cicloturismo, renderlo un po’ più cool: per questo abbiamo puntato ad una comunicazione e ad uno stile che possa attirare e incuriosire anche un target più giovane.

 

Perché un Marketplace Social per il cicloturismo?

Cosa caratterizza BIKENBIKE come un marketplace di tipo social?

Esistono anche altre piattaforme caratterizzate da un aspetto social, che ti permette di creare un profilo nella piattaforma stessa e di scambiare e vedere i feedback e le foto delle esperienze degli altri utenti. Bikenbike lo fa esclusivamente nell’ambito del cicloturismo.

Diciamo che l’idea di fare di BIKENBIKE una piattaforma social è nata abbastanza naturalmente già nel momento in cui abbiamo strutturato un’offerta dedicata ai profili ambassador (i privati) e ambassador pro (tour operator).

Ad esempio, una volta iscritto a un tour, l’utente ha accesso al profilo dell’organizzatore, compresi i collegamenti ai suoi profili social ed è presente  un servizio di messaggistica interno alla piattaforma.

Per quanto riguarda i processi, puntiamo molto sulla capacità degli utenti di autoregolarsi: noi interveniamo per monitorare i contenuti pubblicati e moderare i comportamenti degli utenti ma senza porre delle limitazioni; ad esempio non abbiamo regole sull’ammontare dei prezzi. Abbiamo una sezione dedicata alle regole di comportamento della piattaforma e al momento scrivo personalmente a quelli che non hanno comportamenti in linea con BIKENBIKE.

L’iscrizione a Bikenbike è gratuita per ogni utente così come la pubblicazione e condivisione dei tour. Al momento transiamo tramite Paypal solo  l’acconto che l’utente versa per prenotarsi ad un tour organizzato da un ambassador Pro e tratteniamo in questa fase la nostra  una fee di servizio. Il saldo avviene al di fuori di Bikenbike, secondo tempistica e modalità a discrezione dell’operatore business.

In questa prima fase (siamo on line dal 10 marzo) la prenotazione e i pagamenti tra i privati avvengono al di fuori della piattaforma con modalità e tempistica a discrezione del bike ambassador privato e Bikenbike non trattiene alcuna fee.

 

Attualmente BIKENBIKE è già mobile responsive. Prevedete lo sviluppo anche di una app?

Data l’importanza dei dispositivi mobili, rendere BIKENBIKE da subito mobile responsive per cellulari e tablet è stato fondamentale. Al momento stiamo investendo molto in Marketing per aumentare la visibilità della piattaforma e del brand ma stiamo già lavorando allo sviluppo di un’App che fornirà nuove funzioni agli utenti.

 

Dove vedi BIKENBIKE tra 5 anni?

Se le cose andranno come mi auguro, vorremmo potenzialmente allargarci su nuove funzionalità della piattaforma.

Ci sono poi buone potenzialità da parte della struttura della piattaforma di accogliere anche tour dall’estero: Bikenbike potrà aiutare i turisti stranieri a trovare i migliori percorsi in Italia e viceversa.

Al momento il sito è in italiano e in inglese e c’è la possibilità di indicare le lingue parlate dal Bike ambassador durante il tour, proprio per dare alla piattaforma un’impronta internazionale e favorire l’incontro di persone con differente provenienza accomunate dalla passione per la bici e per una modalità di viaggio più consapevole.

 

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M. Giulia Biagiotti

Redatto da M. Giulia Biagiotti

Thanks to an international professional work experience in Paris, Dublin, Valencia and Interlaken in Marketing and Sales, Giulia is specialised in Digital Marketing and Inbound Strategy approach, from SEO optimization to content creation to social media management. Giulia is also our former Italian Content Manager at TrekkSoft. Reach out to her on social media to say hi!

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