nov 5, 2018 |

Come creare una descrizione dei tour che vende

Traduzione e adattamento dell'articolo originale redatto da Stephanie Kutschera. 

Mettiamo che tu sia un tour operator e che offri esperienze di volo in parapendio agli appassionati di tutto il mondo; che la sede della tua attività sia in una città ben nota per questo tipo di attività e che ci siano altre tre imprese con la stessa offerta di servizi. Tu sai perfettamente cosa rende speciale l'esperienza di volo in parapendio con la tua impresa ma come trasmettere questa differenziazione ai potenziali clienti?

La maggior parte dei viaggiatori non conosce il tuo brand, e se anche fosse, non è detto che si rivolgerà a te per vivere le esperienze che desiderano fare. Probabilmente cercheranno online tutte le opzioni a disposizione e finiranno per confrontare la tua offerta con quella dei tuoi concorrenti. Ed è in questo momento che entra in gioco la pagina di descrizione dei tuoi tour e esperienze quale strumento di differenziazione.

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Pubblicato da Cinzia Di Martino | gen 13, 2017 | | 3 minuti di lettura

Pinterest e promozione del territorio: idillio d'amore!

Sento dire da una vita che con il turismo (fatto bene) in Italia ci potremmo vivere a occhi chiusi. Ora, per fare bene il turismo bisogna valorizzare i territori, prendersene cura e impegnarsi fattivamente affinché tutto funzioni nel migliore dei modi. E con un sistema ben strutturato e organizzato, si potrebbe creare una sorta di moto perpetuo.

Facciamo un breve ripasso di fisica: con moto perpetuo si intende un regime di funzionamento di una macchina in cui viene creata energia in contraddizione con i principi della termodinamica.

Sarebbe bello se si potesse creare il turismo perpetuo, eh? Un regime in cui ogni località/regione/paese può creare ricchezza (autonomamente). Peccato che...

...Vanno dicendo in giro che il moto perpetuo sia irrealizzabile nella realtà per via di motivi meccanici, termici e chimici su cui non entro nel merito.

Ma per il turismo perpetuo valgono le stesse impossibilità? Ci ho pensato su e direi di no. Ti spiego perché.

 

I fautori del turismo perpetuo

Il turismo perpetuo risponde perfettamente alle regole meccaniche (coi contenuti), termiche (con i buzz generato) e chimiche (con le condivisioni).

Potrebbero riuscire nell'impresa i tour operator, le agenzie di viaggi e anche gli enti locali.

Dagli ultimi dati pubblicati infatti sappiamo che:

  • nel 2015 37.000 milioni di euro sono stati generati in Europa (triplicando il mercato del noleggio auto e prenotazioni alberghiere)
  • il 2016 è stato l'anno dell'esplorazione di destinazioni meno conosciute, ancora intatte e uniche (è finito il tempo dei viaggi organizzati)
  • il 31% delle persone prenotano in base esperienze personali passate
  • i millennials sono a loro agio con le prenotazioni online, mobile e tablet
  • e infatti le prenotazioni mobile in viaggio sono cresciute del 1700% dal 2011 al 2015
  • il 78% dei millennials preferisce spendere i propri soldi in un'esperienza o in un evento (purché siano avventure indimenticabili - lo dicono 6 su 10)

E Pinterest che c'entra in tutto ciò? Beh, secondo i dati USA, Pinterest è la piattaforma più usata per cercare, trovare e comprare prodotti.

Pinterest è un Visual Discovery Tool, usato per le ricerche (considerate che ha raggiunto quota +81% nel 2015 - secondo solo a Google). Un contenuto raggiunge il 70% dei clic nei primi 2 giorni e il 30% nei primi 30 giorni. La vita media di un contenuto si attesta sui 100 giorni.

 

Come i turisti usano Pinterest

Milioni di utenti del web usano Pinterest per soddisfare le 5 fasi del concetto di  viaggio:

  • Dream: la fase di ricerca dei contenuti che possono aiutarmi a trovare il viaggio che non so di voler fare
  • Plan: è il momento in cui focalizzo la mia attenzione sui dettagli del tour
  • Book: la fase in cui acquisto del biglietto
  • Go: il periodo in cui vivo l'esperienza e creo (in)consapevolmente nuovi  contenuti e mi trasformo in ambassador del territorio in cui mi trovo
  • Share: la fase finale in cui condivido e divento testimone di un'esperienza

Ho analizzato 3 profili su Pinterest che si sono dati forma proprio a partire da queste fasi: Jetsetter Travel, The Travel Tester e Budget Travel. I numeri che contano potete vederli voi stessi. Ad ogni profilo è ovviamente collegato un sito/blog, aggiornati con i contenuti utili al rendere perpetuo il moto degli utenti del web.

Se fai un giro tra le board di questi profili ti accorgerai che i loro contenuti rispondono alle domande che ogni potenziale viaggiatore si fa (anche in ordine sparso).

  • Dove vado?
  • Quando ci vado?
  • Come ci vado?
  • Con chi ci vado?
  • Quante esperienze posso provare?
  • Quali esperienze posso fare?
  • Quanto tempo mi serve per soddisfare il mio bisogno?
  • Quanto mi costa?
  • Come mi muovo sul posto?
  • Fino a che punto ho libertà di scelta?

Ovviamente le risposte alle domande saranno influenzate da vari fattori (età, status, interessi, solitario o in compagnia). Ma zompettando tra una foto e l'altra di certo si riuscirà a trovare qualcosa di interessante.

Pinterest_Cinzia_2.jpeg

Ed ecco che tra le sotto categorie tenute in considerazione troviamo subito avventura, relax, storia, paesaggi, cibo e localizzazione.

Ma perchè questi profili hanno successo? Perché sono human-to-human [H2H]: i nomi delle board, i titoli e i pin sono scritti in "umanico terra-terra", usano parole semplici e dirette, quasi sempre coincidono con le stesse che vengono utilizzate dagli utenti che fanno ricerche online (perché se qualcuno tra voi ancora non lo sa, i contenuti di Pinterest sono indicizzati su Google - a differenza di quelli presenti sugli altri canali social).

Perchè le descrizioni sono lunghe e dettagliate e in linea con le sensazioni e le emozioni evocate dalle immagini.

Pinterest_Cinzia_1.jpeg

Perché non usano gli hashtag (che possono servire solo a categorizzare i contenuti specifici - magari durante un real time - ma che non vengono quasi utilizzati in fase di ricerca, a meno di occasioni particolari).

 

Pinterest: i contenuti che creano il moto perpetuo

Ok, tutto ciò è fantastico, ma allora cosa serve per perpetuare il turismo? Diciamo che ci sono contenuti adatti ad ognuna delle 5 fasi del viaggio.

Dream: è la fase in cui bisogna creare l'emozione visuale, per attirare il potenziale viaggiatore, e in cui si presentano le destinazioni varie presenti in una data area (quindi in un certo senso la presentazione del territorio).

Plan: è il momento in cui ho bisogno di guide, checklist per il pre-durante-post viaggio, in cui voglio conoscere le esperienze altrui, liste di cose da fare/vedere/vivere.

Book: è la fase in cui ho bisogno di una landing page, ricca di dettagli, magari un virtual tour e qualche esperienza locale unica, meglio se anche personalizzabile

Go: è il momento dei contenuti generati dai viaggiatori (che ovviamente devono essere messi in condizione di VOLER creare contenuti)

Share: e infine la condivisione dei contenuti, sotto forma di testimonianze, video, contest.

Ecco una lista di contenuti utilizzabili con fantasia nelle varie fasi:

  • visual emotions
  • area destination
  • bucket list
  • destination guide
  • checklist
  • personal experiences
  • local specificity
  • landing page
  • virtual tour
  • testimonials

Tu cosa proponi per il tuo territorio?

Sappiamo tutti che tra il dire e il fare c'è di mezzo l'oceano, ma sono dell’idea che essere pieni di problemi non ci impedisce di fornire soluzioni!

E allora se vuoi avere successo, parti dagli strumenti a tua disposizione ma in caso di bisogno fornisci soluzioni alternative.

Non si vende il miele, il formaggio, l'olio o il sapone fatto in casa, ma l'esperienza del processo.

 

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Cinzia Di Martino
Pubblicato da Cinzia Di Martino
Mi definiscono (e mi definisco) una persona positiva, propositiva, decisa e ottimista (e anche chiacchierona). Sono laureata in informatica, ma ho una passione spropositata per blog, social media, marketing e web design.
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